Flora straordinaria: il Bialbero di Casorzo

Il Bialbero di CasorzoPercorrendo la strada, tra le colline astigiane, che porta dal piccolo borgo di Casorzo a quello di Grana, ci si imbatte in uno straordinario prodigio della natura. Lo chiamano il Bialbero o doppio albero di Casorzo, un ciliegio selvatico nato e cresciuto sopra a un gelso. Uno spettacolo grandioso soprattutto in primavera, nel periodo della fioritura. Come sia potuto accadere è un mistero, i viticoltori della zona narrano di un nocciolo lasciato cadere da un uccello; fatto sta che da molti anni entrambi gli alberi vivono uniti ma in autonomia l’uno dall’altro. Ciò che sorprende sono le dimensioni e la longevità di questo strano doppio albero. Le piante che si insediano su tronco o rami di altre essenze si chiamano epifite. Generalmente di dimensioni ridotte, sono innocue per la pianta ospite a cui chiedono solo un appoggio per vivere. Proprio a causa della loro ubicazione fanno fatica a procurarsi i nutrienti vitali ed è per questo motivo che le piante a vita epifitica preferiscono i tropici, dal clima molto umido. Il Bialbero dunque è un fenomeno raro attribuibile secondo gli esperti al fatto che le radici del ciliegio si sarebbero fatte strada tenacemente all’interno del tronco del gelso fino a raggiungere il terreno. L’eccezionale esemplare, protetto da una staccionata in legno, attira ogni anno migliaia di visitatori e insieme al Castagno dei cento cavalli (il più antico albero d’Europa), che si trova in provincia di Catania, rappresenta una vera e propria rarità nostrana.