Così Verbena ha fatto tredici!

Nel dicembre 2001 Verbena muoveva i suoi primi passi nel verde. Cinque soci lavoratori diedero vita a un progetto ambizioso: costituire una realtà imprenditoriale nel settore della realizzazione e manutenzione di aree verdi. Oggi Verbena è punto di riferimento nel settore pubblico e privato, è presente in 6 province, estende l’attività anche a lavori forestali e di recupero ambientale ed è formata da una squadra di professionisti qualificati che possono arrivare fino a 25 nei periodi di massimo carico. Così la cooperativa sociale Verbena, ha fatto il suo 13 e per dicembre si prepara a festeggiare l’importante traguardo insieme a tutti coloro che lo hanno reso possibile.

Verbena e la Foresta di Pianura di Lodi: una storia comune

La pista ciclabile nella galleria verdeCon la posa del primo albero nel 2003 nasce la Grande Foresta di Lodi: 13 ettari di verde intorno al capoluogo. Al progetto, condiviso da Regione, Provincia, comune e ERSAF, l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, collaborano allora attivamente i giardinieri della giovane cooperativa sociale Verbena con la messa a dimora di 40mila piantine e la piantumazione di alberi ad alto fusto. Nel tempo realizzano anche un laghetto, costruiscono piste ciclabili e danno vita all’area didattica. L’obiettivo è quello di ricreare il paesaggio originario della foresta di pianura alternando piante autoctone a lento sviluppo con alberi a crescita rapida per ripristinare velocemente l’ecosistema costituito da specie animali e vegetali tipiche del bosco di pianura. Terminata la prima fase del progetto è tempo ora di lasciare spazio agli alberi definitivi diradando le specie che hanno aiutato il celere rimboschimento. Consentendo ai raggi solari di penetrare nel sottobosco, querce, ontani neri, carpini bianchi, ciliegi selvatici, farnie e pioppi neri e bianchi, potranno così svilupparsi affinché lepri, fagiani, specie ornitologiche come picchio, garzetta e martin pescatore non abbandonino il loro habitat naturale. I nuovi interventi partiranno a novembre e porteranno gradualmente a maturità la foresta planiziale che un secolo fa caratterizzava il paesaggio lodigiano e che rappresenta l’unica risorsa in grado di dare alla biodiversità nuove speranze di sopravvivenza.

La Milano verde da scoprire

L'Alber de MilanC’è anche Milano nell’Italia degli alberi monumentali. Parola di Tiziano Fratus, bergamasco, classe ’75, scrittore naturalista con la passione per una professione bizzarra: il cercatore d’alberi. In uno dei suoi ultimi lavori, L’alber de Milan. Con gli occhi di Thoreau e le mani pronte a respirare (Edizioni della Meridiana, Firenze), ci sorprende accompagnandoci in un itinerario alla scoperta di alberi secolari e monumentali a due passi da Brera, dalla Scala e dal Duomo. Come la secolare Quercus rubra ritrovata nei giardini pubblici Indro Montanelli o la Catalpa bignonioides monumentale nei giardini della Guastalla. Andando “a caccia” di piante storiche nei giardini, nei più importanti polmoni verdi e nei parchi delle ville storiche della città, lo scrittore ha censito e fotografato in città 29 alberi monumentali e una decina di essenze di grandi dimensioni.

Flora straordinaria: il Bialbero di Casorzo

Il Bialbero di CasorzoPercorrendo la strada, tra le colline astigiane, che porta dal piccolo borgo di Casorzo a quello di Grana, ci si imbatte in uno straordinario prodigio della natura. Lo chiamano il Bialbero o doppio albero di Casorzo, un ciliegio selvatico nato e cresciuto sopra a un gelso. Uno spettacolo grandioso soprattutto in primavera, nel periodo della fioritura. Come sia potuto accadere è un mistero, i viticoltori della zona narrano di un nocciolo lasciato cadere da un uccello; fatto sta che da molti anni entrambi gli alberi vivono uniti ma in autonomia l’uno dall’altro. Ciò che sorprende sono le dimensioni e la longevità di questo strano doppio albero. Le piante che si insediano su tronco o rami di altre essenze si chiamano epifite. Generalmente di dimensioni ridotte, sono innocue per la pianta ospite a cui chiedono solo un appoggio per vivere. Proprio a causa della loro ubicazione fanno fatica a procurarsi i nutrienti vitali ed è per questo motivo che le piante a vita epifitica preferiscono i tropici, dal clima molto umido. Il Bialbero dunque è un fenomeno raro attribuibile secondo gli esperti al fatto che le radici del ciliegio si sarebbero fatte strada tenacemente all’interno del tronco del gelso fino a raggiungere il terreno. L’eccezionale esemplare, protetto da una staccionata in legno, attira ogni anno migliaia di visitatori e insieme al Castagno dei cento cavalli (il più antico albero d’Europa), che si trova in provincia di Catania, rappresenta una vera e propria rarità nostrana.

Novità nel sito

Un sito più ricco di informazioni con tante novità. A cominciare dalle immagini: una photo gallery, alla pagina lavori e clienti, consente lo scorrimento automatico delle foto dei lavori eseguiti; inoltre grazie al filmstrip è possibile scegliere quale visualizzare. La pagina dedicata all’informazione facilita, tramite un indice, la consultazione delle news pubblicate e permette di accedere solo a quelle di interesse. Infine una new entry. Si inaugura una nuova sezione dedicata alla newsletter: basta compilare il form per iscriversi e ricevere aggiornamenti sulla cooperativa, novità normative e tutto quanto “bolle in pentola” nel mondo del verde.